Oggi è il tuo compleanno. Cinquant’anni.

Sei la persona che conosco da più tempo: l’immagine della nostra famiglia come nella foto non c’è più.

La nostra famiglia è cambiata: si sono aggiunti la moglie (cognata) i figli (nipoti) ed essa si è allargata.

Ma il rapporto tra noi due è stato sicuramente uno dei più complessi e determinanti della mia esistenza. Nel mio vagare ondivago alla ricerca di me stesso, nell’affannoso vagabondare cercando di sentirmi bene, ti ho spesso calpestato. Così diversi, ma cosi uguali: è un espressione che così bene si applica a noi e che solo chi ha un fratello può capire.

Solo chi ha un fratello come te può capire come i momenti in cui siamo stati più stretti erano quelli che di solito rompono i nuclei. Che quella che sarebbe potuta diventare una fissione nucleare si è invece rivelata una fusione lieta e serena che però ha liberato tanta energia.

Quando abbiamo accettato chi siamo e come siamo fatti siamo diventati compiuti; che non vuol dire perfetti. Ma sta a significare che siamo perfetti uno per l’altro, perché tutto quello di cui abbiamo bisogno per essere felici già c’è.

Sarebbe facile pensare a tutti i momenti passati insieme per celebrare il tuo mezzo secolo, ma preferisco enormemente di più fantasticare alle tante cose insieme che faremo, come famiglia, nella prossima metà di questi cento anni.

Ti abbraccio, hermanito.