paderno 60

Questa sera per evitare il traffico della domenica sera sono uscito a Nova Milanese.

Il bypass congiunge la Tangenziale Nord con la Milano Meda. Nel tratto precedente a questa seconda arteria la periferia è rimasta ancora inurbata.

Ogni volta che passo da questo stradone mi viene in mente mia madre.

Quando era ragazzina scopri di essere una persona curiosa e intelligente, le medie erano state una bella esperienza. Ma i suoi genitori erano separati, cosa abbastanza strana visto che stiamo parlando dei primi anni 60.

Mio nonno venne a vivere a Nova Milanese dove c’era già sua sorella.

Promise a mia madre di farla studiare e lei partì dal Veneto con una borsa, tredici anni e tante belle speranze.

Esse si infransero quando invece di un banco di scuola quello che le venne chiesto fu di andare a lavorare e a pagare l’affitto.

Con delusione ma con lo spirito di chi non cede mai cominciò a lavorare in una lavanderia industriale, che raggiungeva dopo più di un’ora a piedi.

Con la piccola parte di stipendio che le rimaneva dopo l’affitto, si acquistò una bicicletta per andare a lavorare.

La vedo su quella bici, su quella strada. Ragazzina spensierata che pedala in un’Italia che ancora adesso immagino in bianco e nero.

Le strade appena asfaltate ma tanti campi e cascine che resistono da prima della guerra.

Tanta, tanta speranza nel cuore.

Quella che la fece sposare quattro anni dopo con uno degli autisti della lavanderia e che le fece fare anni di debiti per aprire una lavanderia con il marito.

Tanti anni di lavoro.

In piedi davanti a un asse da stiro, dodici ore al giorno per cinque giorni e mezzo.

Con due bambini da crescere, come hanno fatto milioni di genitori di quella generazione,quella che ha rimesso in piedi il nostro paese.

E ogni volta che passo da quella strada penso a quante cose ha dato per noi, quanti anni dedicati ai figli, per dargli di più di quello che lei ha ricevuto.

Perchè è da sempre così, perchè i suoi figli e il suo lavoro sono stati la sua vita e la sua soddisfazione.

Ti rivedo in bici, e vorrei chiamarti come facevo ogni volta che passavo da quella strada e ti vedevo.

Adesso non ti richiamerò, perchè so che sei di nuovo con papà, a raccontarvi tutta la vita che non avete vissuto insieme, e insieme ci guardate.

 

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